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Torna Jazz is Dead! Festival, nona edizione

Tre giornate e tre sound / energie / esperienze diverse. Jazz is Dead! sin dalla sua prima edizione si sviluppa come un concept album, un percorso in crescendo da vivere nel suo insieme. Un venerdì che predilige l’elettronica e le sue sperimentazioni, un sabato tra hip hop, ethno, psichedelia e black music, una domenica jazz, noise, rock. Un flusso continuo e studiato che attraversa e combina i generi in un’evoluzione che ha il sapore di un lungo dj set (non è un caso che il direttore artistico Alessandro Gambo sia uno storico dj e accanito collezionista di vinili).

Live acts

Alessandro Cortini (29 maggio, Cascina Falchera) Compositore e multistrumentista, membro dei Nine Inch Nails. La sua musica solista è un viaggio emotivo tra sintetizzatori analogici, minimalismo e ambient cinematografico. Un gigante della musica contemporanea. Live audio/video. Un sogno. Cortini è un pilastro della musica elettronica contemporanea, noto per le sue composizioni ipnotiche e per il ruolo di membro storico dei Nine Inch Nails, con cui è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame. Compositore prolifico per etichette come Mute e autore del sintetizzatore “Strega”, ha collaborato con icone come i Depeche Mode e realizzato colonne sonore per l’alta moda e il cinema. Oltre alle installazioni artistiche di rilievo internazionale, la sua ricerca sonora continua a evolversi attraverso progetti solisti e sperimentazioni strumentali d’avanguardia. Nel 2024 ha consolidato la sua discografia con l’album Nati Infiniti, trasformando l’omonima installazione in un’esperienza d’ascolto immersiva e profonda.

Aya (29 maggio, El Barrio) Tra le voci più radicali della nuova elettronica. Club music destrutturata, noise digitale. Il suo ultimo album è stato nella top ten di tutte le classifiche del 2025. Distruzione totale! Prima volta a Torino. L’artista e produttrice britannica aya torna con hexed!, un secondo album che squarcia il velo sulla dipendenza e i traumi repressi. Evoluzione cruda del debutto im hole, il disco trasforma i corridoi romanticizzati del passato in incubi a occhi aperti tra un after e l’altro. In un vortice di “redenzione blasfema”, aya accende le luci sulla propria disfunzione, cercando nel diluvio sonoro una catartica pulizia dai propri spettri.

Big|Brave (29 maggio, Cascina Falchera) Drone, doom e minimalismo radicale. Suono monolitico, dinamiche estreme e forte impatto fisico dal vivo. Prima volta a Torino, sarà devastante. Il trio canadese BIG|BRAVE si spoglia della propria veste abituale per OST, uscito nel 2025 per Thrill Jockey. Concepito come colonna sonora per un film inesistente, l’album abbandona gli strumenti standard a favore di dispositivi a corda autocostruiti e pianoforti preparati in sessioni interamente improvvisate. Tra trame tattili e la voce astratta di Robin Wattie, il disco esplora un minimalismo nudo e austero che radica il suono in una dimensione terrena e primordiale. In pre order la loro ultima creazione, in grief or in hope, il decimo album del trio canadese, in uscita il 12 giugno 2026, che segna un’evoluzione verso composizioni più dense e chitarristiche.

Bono / Burattini (29 maggio, Cascina Falchera) Progetto italiano tra improvvisazione elettronica e manipolazione sonora. Il duo (Francesca Bono e Vittoria Burattini dei Massimo Volume) presenterà il nuovo album Ora Sono un Lago uscito per Maple Death Records che evolve verso un misticismo confessionale tra elettronica essenziale e psichedelia oscillatoria. Il disco immerge l’ascoltatore in paesaggi kosmische spettrali, dove brani densi e spietati si intrecciano a cori ultraterreni risonanti nel vuoto.

Emidio Clementi (29 maggio, Cascina Falchera) Scrittore, performer e voce storica dei Massimo Volume. Il suo lavoro solista intreccia spoken word, rock minimale e letteratura. Ci racconterà storie sotto l’albero, a tarda notte, nel bosco.

Lucrecia Dalt (29 maggio, Cascina Falchera) Artista colombiana di base a Berlino, unisce elettronica sperimentale, voce e composizione concettuale tra il pop d’avanguardia e il sound design onirico. Presenterà il suo nuovo disco A Danger to Ourselves. Co-prodotto da David Sylvian, il nuovo album di Lucrecia Dalt esplora la fragilità e il desiderio tra sassofoni, contrabbassi, il disco fonde esplorazioni sonore intime e universali in una nuova, sofisticata direzione artistica. Un’opera dove la sperimentazione d’avanguardia converge in un paesaggio emotivo espanso.

Marta Salogni & Stefano Pilia (29 maggio, Cascina Falchera) Marta Salogni e Stefano Pilia presentano dal vivo la loro prima collaborazione artistica: un dialogo sonoro stratificato, articolato ed esplorativo tra il lavoro astratto di chitarra di Stefano e le manipolazioni di nastri magnetici di Marta, che indaga il tema della memoria e della rielaborazione narrativa dando vita a un’opera sonora in continua trasformazione. L’album sarà pubblicato da Maple Death records nel corso del 2026.

Matmos (29 maggio, Cascina Falchera) I Matmos sono un duo di musica elettronica d’avanguardia, formato da Drew Daniel e M.C. Schmidt, celebre per trasformare oggetti insoliti e suoni organici in composizioni accessibili. Attivi dal 1997, hanno collaborato con artisti del calibro di Björk e Terry Riley, portando la loro sperimentazione sonora in prestigiosi palcoscenici internazionali e istituzioni accademiche. La loro vasta discografia esplora il confine tra cultura del campionamento e musica pop, utilizzando sorgenti che spaziano da strumenti medici a fenomeni naturali. Nel 2025 hanno pubblicato il loro ultimo album, Metallic Life Review, confermandosi figure centrali e innovative nel panorama elettronico globale.

A Guy Called Gerald (30 maggio, Cascina Falchera) Pioniere della dance britannica dal 1988, A Guy Called Gerald ha plasmato l’acid house e il jungle con classici come “Voodoo Ray” e l’album Black Secret Technology. Rifiutando i compromessi commerciali, ha mantenuto un approccio “True School” tra club underground e festival internazionali, celebrando oltre trent’anni di indipendenza creativa. La sua continua evoluzione sonora è testimoniata anche dalle pubblicazioni più recenti, come l’EP in vinile del 2022 Britain’s Dirty Little Secret per l’etichetta Analog Room. Oggi resta una figura di culto che ridefinisce costantemente i confini della musica elettronica, portando lo studio direttamente sulla pista da ballo.

Alien Dub Orchestra (30 maggio, Cascina Falchera) The Alien Dub Orchestra è un collettivo eterogeneo di musicisti bavaresi, che include membri dei The Notwist e dei G.Rag y los hermanos Patchekos. Il gruppo si è formato attorno all’idea di eseguire gli standard del leggendario Breadminster Songbook, ovvero il catalogo del dubmaster Elijah Minnelli.

James Massiah (30 maggio, El Barrio) Poeta e musicista londinese, voce chiave dello spoken word politico contemporaneo. Unisce poesia militante, elettronica e attitudine post-punk. Prima volta a Torino.

Lord Spikeheart (30 maggio, Cascina Falchera) Artista performativo tra noise, punk e sperimentazione estrema, voce e fondatore della industrial afro band DUMA. Live set viscerali e fisici. Prima volta a Torino con il suo progetto solista. Negli ultimi dieci anni, il produttore e vocalist keniota Martin Kanja, alias Lord Spikeheart, ha eCommerce diventato una figura di spicco della scena metal africana. Il suo LP di debutto, The Adept, ha catturato l’attenzione dei media internazionali, da Pitchfork a The Guardian, venendo celebrato come una nuova frontiera della musica estrema. Fondendo l’intensità del metal con una visione sonora d’avanguardia, Lord Spikeheart trasforma la rabbia e la sperimentazione in un manifesto globale di musica brutale e innovativa.

Moor Mother (30 maggio, Cascina Falchera) Poetessa e predicatrice afrofuturista che intreccia poesia, teoria critica, noise e improvvisazione. Voce degli Irreversible Entanglements e fondatrice del progetto Black Quantum Futurism.

Sorvina (30 maggio, Cascina Falchera) La scommessa di questa nona edizione, in versione full band. Nata a New York e residente a Berlino, Sorvina è un’artista che fonde jazz rap, neo-soul e gospel in un mosaico di narrazione ed espressione identitaria. La sua musica esplora i temi della scoperta di sé, della queerness e della guarigione, radicandosi nella dinamicità delle tradizioni musicali nere. Dotata di un’energia magnetica, Sorvina unisce complessità lirica e groove, trasformando ogni brano in un racconto in movimento che sfida le categorizzazioni di genere. Attraverso una voce inconfondibile, la sua opera celebra la gioia e la vulnerabilità, restando sempre fedele alle radici dell’hip-hop più autentico.

The Heliocentrics (30 maggio, Cascina Falchera) I londinesi The Heliocentrics fondono funk, jazz e psichedelia in un sound ipnotico ispirato a leggende come Sun Ra ed Ennio Morricone. Sotto la guida di Malcolm Catto e Jake Ferguson, il collettivo vanta collaborazioni storiche, dal capolavoro con Mulatu Astatke fino ai campionamenti per giganti dell’hip-hop come Kanye West e Nas. La loro influenza globale continua a crescere tra colonne sonore cinematografiche e produzioni d’avanguardia che sfidano ogni etichetta di genere. Il loro percorso si arricchisce oggi con il nuovo EP realizzato insieme a Bilal e ai membri della Sun Ra Arkestra, un’opera che consolida la loro posizione al centro di una galassia sonora senza confini. Una rara occasione per vederli, ballarli e ascoltarli!

Xabier Iriondo (30 maggio, Cascina Falchera) Chitarrista (Afterhours, Bunuel) che esplora drone e psichedelia rituale. Presenterà il suo progetto a tarda notte nel bosco. Gramophone DJ-Set, un’esperienza di intrattenimento unica che fa rivivere le sonorità del secolo scorso, dagli anni ’20 ai ’50, attraverso l’uso di autentici grammofoni a valigetta degli anni ’30. La selezione attinge da una collezione eclettica che spazia dal jazz d’epoca al be-bop, passando per tanghi argentini, musica hawaiana e i primi vagiti del rock’n’roll. Con una potente fascinazione visiva e sonora, il set trasforma questi antichi dispositivi in moderni strumenti di diffusione culturale, offrendo una raffinata alternativa musicale dal sapore cinematografico.

Yazz Ahmed & Ralph Wyld (30 maggio, Cascina Falchera) Trombettista e compositrice premiata agli Ivor Novello, Yazz Ahmed fonde jazz psichedelico e sonorità arabe in epiche narrazioni ispirate al folklore del Bahrain. Il suo quarto album, A Paradise in the Hold, scava nelle proprie radici mescolando musica tradizionale e riflessioni personali, introducendo per la prima volta la voce nella sua tavolozza compositiva. Definita da Downbeat come una delle artiste destinate a plasmare il futuro del jazz, Yazz crea un ponte sonoro tra mondi antichi e avanguardia contemporanea.

Dwarf Of East Agouza (Maurice Louca, Sam Shalabi, Alan Bishop) (31 maggio, Cascina Falchera) Trio strumentale della scena egiziana (Maurice Louca, Sam Shalabi e Alan Bishop) che mescola krautrock, jazz, dub e psichedelia in lunghe traiettorie ipnotiche. Nato nel 2012 tra le mura di un condominio al Cairo, il trio fonde l’improvvisazione radicale con l’ipnosi del krautrock e l’energia dello shaabi egiziano. Il gruppo annuncia un nuovo album in uscita a settembre 2026, confermando un’intesa alchemica che sfida ogni confine geografico e di genere. Tra elettronica, fiati e scale arabe, la loro musica resta un equilibrio costante tra caos e composizione, spinta da uno spirito di emancipazione free jazz.

Ensemble Nist Nah (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo “Gamelan” capitanata da Will Guthrie che lavora su improvvisazione radicale, ritualità e strutture aperte. Hanno appena fatto uscire un disco per la Black Truffle di Oren Ambarchi. Questo ensemble ibrido fonde la tradizione del Gamelan indonesiano con la libera improvvisazione e la ricerca sonora contemporanea. Il secondo acclamato album SPILLA è un mosaico di gong, campane e poliritmi metallici. Distante da ogni accademismo, la musica di Nist-Nah trasforma i rituali giavanesi in un’esperienza acustica vibrante, dove l’expertise di otto musicisti si intreccia in un dialogo collettivo, fisico e rispettoso.

Glacial (Lee Ranaldo, Toby Buck, David Watson) (31 maggio, Cascina Falchera) All stars band formata da Lee Ranaldo (Sonic Youth), Tony Buck (The Necks) e David Watson (collabora con Yoshi Wada e Phill Niblock). Progetto improv-jazz-noise che lavora su ambient, droni e atmosfere cinematiche. Attivo dal 1999, questo trio d’eccezione è un “teatro del suono” improvvisato. La loro musica è un amalgama naturale e visionario di droni, psichedelia ed esplorazioni estatiche.

Horse Lords (31 maggio, Cascina Falchera) Band culto di Baltimora che fonde rock sperimentale, minimalismo, microtonalità e strutture matematiche complesse. Math Rock allo stato puro, una potenza sono una macchina sonora perfettamente irrequieta. Il quartetto fonde minimalismo, poliritmie africane e krautrock in un sound microtonale unico, sospeso tra rigore matematico e abbandono psichedelico. Il loro ultimo disco Demand to be Taken to Heaven Alive, in uscita nel 2026, spinge ancora oltre i confini tra post-rock e avanguardia, tra influenze teutoniche e blues del Mali.

Sanam (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo transnazionale che rielabora tradizioni musicali del Medio Oriente attraverso improvvisazione, drone e avanguardia. Album pubblicato nel 2025 tra i migliori dell’anno. Nati dalla vibrante scena indipendente di Beirut dopo una collaborazione con Hans Joachim Irmler (Faust), i SANAM fondono krautrock, jazz e musica tradizionale egiziana in un potente avant-rock. Il nuovo album, Sametou Sawtan, è uscito per la prestigiosa etichetta canadese Constellation. Tra poesia araba moderna, feedback e improvvisazione viscerale, la loro musica canalizza l’urgenza e il misticismo del Libano contemporaneo, consolidando una sintesi sonora unica che sfida ogni confine di genere.

Società Cosmica (31 maggio, Cascina Falchera) Progetto torinese con membri di Indianizer, Sasso, Marxos, Nikkal e Tsao! ispirato alla kosmische musik, all’ambient e alla cultura elettronica analogica. Anno siderale 1777: fratelli e sorelle del Tempo Perduto, riuniamoci attorno a questa sfera riflettente. Prendiamoci per mano, indossate le vostre parrucche, una maschera, percepite il flusso cosmico. Abbandoniamoci al suono che scorre e pulsa profondamente nelle nostre vene allucinate.

The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo olandese noto per il suo dark jazz cinematico e l’improvvisazione. Tornano sui palchi dopo dieci anni, una perla per la prima volta a Torino. Band capitanata da Jason Köhnen. Il progetto reimmagina le colonne sonore dei classici del cinema muto in un’esperienza sonora tra il surreale e il sublime. Fondendo ambient, doom, jazz e post-rock, l’ensemble ha ridefinito il concetto di atmosfera, trasformando l’improvvisazione collettiva in una forma di narrazione spettrale. Con performance ipnotiche arricchite da proiezioni astratte, i TKDE restano una colonna portante del dark jazz, capaci di creare paesaggi uditivi che evocano sogni dimenticati e abissi.

DJ Sets

A questə artistə si consegna un mandato indispensabile: far ballare.

Ognunə con il proprio sound, perfetto per la giornata che portano a compimento, un flusso di battiti che conduce al sorgere del sole. Perché Jazz is Dead! è (anche) festa.

Carmen San Pio (29 maggio, El Barrio)

Dj Mambo Sun (31 maggio, Cascina Falchera)

Francesco Skip (29 maggio, El Barrio)

Ma Nu (30 maggio, El Barrio)

Odd Shy Guy (30 maggio, El Barrio)

Sinoira Modificata

Si articola sempre di più il programma fittissimo, tra live acts e dj sets, a cura dell’equipe di Sinoira Modificata, il progetto di base torinese/milanese che vede tra i fondatori i progetti artistici Dualismo Discodiffusione e Pho Bho Record. Sinoira Modificata ha in gestione le transizioni tra un concerto e un altro, momenti preziosi di collettività condivisa e detiene la curatela dell’area market dove trovare rarità musicali ed editoriali, merchandise e prodotti artistici.

Live acts: Fuoco Amico, Jacopo Buda, Ramona Ponzini, Trampa

Dj sets: Camilla Colibazzi, D_witzhunter, Palazzi D’Oriente, Push & Pull, Sagome, Sinoira Modificata Equipe, Sister Effect

Call for Volunteers

Il festival si ripensa e mai come ora ha bisogno di nuove energie, lampi di genio, buone vibrazioni! Per chi desidera scoprire da vicino come si organizza un festival, far parte di un team affiatato e aprirsi a esperienze di condivisioni inaspettate. Candidature aperte compilando l’apposito form su jazzisdeadfestival.it.

Concept

Backwards

Ecco la parola che guiderà la nona edizione del festival: indietro, all’indietro, tornare indietro. Jazz is Dead! è cresciuto di anno in anno, in termini di affluenza, di spazi, di parole, di contenuto artistico… oggi è il momento di voltarsi e di guardare indietro.

Backwards significa anche al rovescio, dal 9 si torna al 6, alla sesta edizione, intitolata “Chi sei”. Jazz is Dead! torna a porsi domande, si torna all’edizione che è stata da spartiacque, quella che ha trasformato il piccolo festival di ricerca in un potenziale grande festival internazionale. Si torna indietro e troveremo di nuovo un essere fluido, senza tempo e senza spazio, una forma leggera che si muove all’aperto, senza confini riconoscibili, un luogo e un tempo da riprendersi, un’esperienza di ricerca viva che si lascia vivere.

Anteprime

Jazz is Dead! intende consolidare collaborazioni e partenariati con gli operatori e le operatrici del territorio, contribuendo all’attivazione di una comunità e immaginando forme di collettività temporanee che parlino più di un linguaggio, con l’obiettivo di valicare la specificità. Sono due le tappe di avvicinamento al festival che raccontano un dialogo concreto tra le istituzioni culturali cittadine e regionali.

26 aprile Hiroshima Mon Amour – Torino

Un concerto Torino Jazz Festival in collaborazione con JID

Marc Ribot Quartet è un concerto Torino Jazz Festival in collaborazione con JID che segna la prosecuzione della collaborazione tra le due realtà cittadine ed è la seconda tappa di avvicinamento a Jazz is Dead! festival. Appuntamento il 26 aprile a Hiroshima Mon Amour. Marc Ribot non ha nulla del chitarrista jazz tradizionale e, fin dall’arrivo dal natìo New Jersey, New York è stata l’epicentro dei suoi viaggi tra i generi musicali. In quarant’anni di attività è stato richiesto come collaboratore da una lista infinita di artisti che comprende John Zorn, Robert Plant e Tom Waits, con il quale ha firmato uno dei capolavori del Novecento musicale, Rain Dogs. Ribot ha sempre affiancato al suo lavoro con i giganti una carriera solistica di rilievo con gruppi come i Ceramic Dogs (ospiti di TJF 2018) o i Los Cubanos Postizos. Ai collaboratori storici Taylor e Steinberg si unisce per questo tour il sassofonista Briggan Krauss, proveniente dalla scena underground newyorkese. Il concerto promette riff selvaggi di chitarra e sorprendenti esperimenti senza rete.

28 marzo Teatro Magda Olivero – Saluzzo (CN) – Anteprima JID26

Jazz is Dead! 2026 apre con la prima tappa di avvicinamento al festival. Sabato 28 marzo al Cinema Teatro Magda Olivero, a Saluzzo in provincia di Cuneo, luogo dove si trova in comunione di intenti e contenuti con Green Days, il festival organizzato da Ratatoj Aps, che dal 2023 esplora il trilemma della sostenibilità – ambientale, sociale ed economica – attraverso i linguaggi artistici e culturali portatori di cambiamento. Gianluca Petrella con la sua Cosmic Renaissance è l’artista di questa anteprima JID26, trombonista, è tra i più riconosciuti musicisti italiani nel mondo.

Jazz is Dead! festival

Un progetto di Jazz Is Dead APS, prodotto da Arci Torino e Magazzino sul Po, direzione artistica e comunicazione TUM Torino.

Nato nel 2017, si propone come motore di ricerca musicale focalizzata su jazz sperimentale, avanguardia ed esplorazione sonora, definendosi come un progetto che attraversa i generi. Jazz is Dead! promuove la musica d’avanguardia attraverso un festival che in otto edizioni è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica alternativa e sperimentale.

Dalla sua nascita nel 2017, ha ospitato nomi di rilievo internazionale come Peter Brötzmann, Faust, Thurston Moore, Moor Mother, Colin Stetson, The Necks, tra gli altri.

Il festival si svolge principalmente a Torino, ha coinvolto spazi come San Pietro in Vincoli, Bunker, Cinema Massimo, Planetario di Torino, Auditorium Agnelli, Hiroshima Mon Amour e, per la nona edizione, Cascina Falchera.

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